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Cosa accade realmente nell'Università?

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Esprimiamo soddisfazione per la decisione del Governo di correggere i tagli al diritto allo studio. Il Ministro Gelmini ha dato pubblicamente atto nella conferenza stampa di Giovedì 6 Novembre di avere accolto le richieste del Consiglio Nazionale Studenti Universitari (CNSU) al riguardo. È un segnale molto positivo che dimostra che il dialogo istituzionale, in una logica propositiva e costruttiva, può portare buoni frutti. Occorre continuare su questa strada.

I provvedimenti presi dal Governo in materia di Università con la legge 133/2008 erano del tutto inadeguati in quanto i tagli effettuati, pur necessari in alcuni comparti, non rispondevano ad alcuna logica meritocratica e di progettazione. Il dl 180/2008 approvato il 6 Novembre ha corretto in parte la legge eliminando alcune rigidità sul turn-over e stabilendo la ripartizione di parte del FFO tra le Università sulla base di criteri di qualità e non più “a pioggia” come è stato fatto fino a oggi. Sono segnali positivi che tuttavia devono essere seguiti da una riforma più organica e strutturale. Ma quello che più ci stava a cuore, cioè la difesa di un reale diritto allo studio, siamo riusciti a ottenerlo nella sede opportuna, cioè in seno al Consiglio Nazionale Studenti Universitari. Infatti la lista Student Office, che fa parte del Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS) e che rappresenta la
maggioranza in seno al CNSU, aveva presentato con determinazione al Ministro delle richieste chiare riguardanti il diritto allo studio.
E così, mentre gli arruffapopolo di professione mandavano la gente in piazza a gridare slogan senza alcuna ipotesi costruttiva, la nostra lista, lavorando nelle sedi istituzionali, portava a casa il risultato. Peccato per la lista “Unione Universitaria - liste di sinistra - liste democratiche” che, pur potendo collaborare, per
motivazioni puramente strumentali e di difesa di ordini di partito, ha abbandonato l’aula al momento di votare il documento. Documento, tra l’altro, fortemente critico sulla legge 133 e sul disegno di legge finanziaria nel quale, tuttavia, si stigmatizzavano anche quelle forme di protesta – come le occupazioni e i blocchi forzati della didattica – lesive della libertà di tutti gli studenti oltre che inconcludenti.

 

Riportiamo di seguito i risultati ottenuti per il diritto allo studio:

  • Un incremento di 135 milioni di euro sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. Nel 2009-2010, con il nuovo finanziamento, tutti gli idonei in Italia avranno la borsa di studio e l'esonero dalle tasse. Sono 180 mila oggi i ragazzi idonei a ricevere la borsa di studio e l'esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140.000 li ottengono per mancanza di fondi. Per la prima volta, tutte le borse di studio verranno onorate.
  • 65 milioni di euro sono destinati all’edilizia universitaria, per costruire nuove strutture e nuove residenze universitarie. Si prevedono 1.700 posti letto in più per studenti universitari.

Tuttavia, una riforma organica e complessiva dell’Università è quanto mai necessaria. In mancanza di una chiara strategia di rilancio, infatti, questo decreto rischia di rimanere l’ennesimo, parziale intervento d’urgenza, che da solo non affronta i problemi strutturali di inefficienza delle nostre università. In questo momento più che mai, continuare a sostenere posizioni di pura conservazione dell’esistente sarebbe un delitto. Occorre rimboccarsi le maniche e, ciascuno per la sua parte, contribuire al rilancio dell’Università.

 

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